Per il calendario rivoluzionario francese ci troviamo tra il mese ventôse e quello germinal.
“Panic on the streets of London/ Panic on the streets of Birmingham/ I wonder to myself/ Could life ever be sane again?/ Burn down the disco/ Hang the blessed DJ”.
The Smiths
Branduardi nel ’77 scriveva: “Sono io la morte e porto corona“. Ora, lui si riferiva a una danza friulana del cinquecento, però va detto che queste coincidenze, del tutto fasulle e casuali, hanno il loro fascino, certamente nazional-popolare.
Il mese di marzo è ormai passato, ma qualcosa è rimasto. E quel qualcosa è questo:
Fuori dagli studi cinematografici De Paolis, in via Tiburtina a Roma, un attrezzista un giorno ha detto: “I pipistrelli ‘i devi da lassà perde… che cazzo te magni?”. Rapido, incisivo e tutto sommato giusto.
COVID-19
Il 10 marzo il Governo dichiara il lockdown. Blocco Totale della Nazione. Ancora tanta gente si chiede: cos’è il Covid-19?
- il Covid-19 è come quel gioco in cui unisci l’indice e il pollice per formare un cerchio e se uno lo guarda È FINITA!
Come disse il comandante del Titanic: “ma no, ma no, è solo un rumorino… da niente”.
Per la prima fase il virus è stato abbondantemente sottovalutato. Poco più di un’influenza. Poi, di colpo, abbiamo capito che non è proprio così. La gente comincia a bighellonare in giro con la mascherina, con pile di autocertificazioni, in perpetuo aggiornamento, per giustificare la propria presenza in un dato luogo – esclusivamente per andare a lavorare o in ospedale. Chiuse le scuole, i locali, le discoteche, gli stadi, i cinema… per qualche istante si teme per i tabaccai, presi d’assalto da code chilometriche.
- Matteo Renzi propone di riaprire almeno le librerie. La tattica è semplice: in Italia in media solo quattro persone su dieci leggono almeno un libro l’anno . Il virus dunque non andrebbe di certo a cercare le proprie vittime in una Feltrinelli.
Infermieri e medici diventano eroi nazionali. L’Italia scopre, incredula, il meraviglioso mondo del telelavoro – aka smart working, che spesso e volentieri di smart ha ben poco. I virologi tramutati finalmente in opinionisti da prima serata, pop star indiscusse dopo una lunga carriera nell’ombra. Se mi dai due figurine del professor Galli ti do quella della Colizza che sbrilluccica.
Andare a fare la spesa… se prima era una rottura di palle, adesso è una rottura di coglioni.
La gente ha cominciato a cantare dai balconi presa dalla disperazione. Poi la stessa gente è stata presa dalla disperazione di sentire la gente cantare dai balconi e siamo entrati in un loop infinito…
Schiaccia qui, per sapere cosa sia il Coronavirus. Nel caso non lo avessi ancora capito – tranquillo rimarrà un segreto tra te e dio.
UN MONDO INOSPITALE
- BIOSFERA 2, il magnifico esperimento sociale ha miseramente fallito, dopo l’uscita di Rocco Casalino 2.
La faccenda del coronavirus mi ha istigato alla ricerca di cose sul web, spesse volte. Tra un’amaca di Michele Serra e un’altra mi sono imbattuto in un fantastico e disastroso esperimento americano. Un ex scienziato specializzato in leghe metalliche e la sua compagna fotografa, finanziati da un magnate del petrolio, hanno creato a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90 una riproduzione in scala della Terra.
Hanno chiuso diversi ecosistemi in un agglomerato di quelle che potremmo definire serre tecnologiche, chiamato BIOSFERA 2. Hanno popolato questo spazio di qualche migliaio di specie animali e di un team di scienziati terranauti.
Lo scopo: individuare possibili strategie per la futura colonizzazione di altri pianeti.
Risultato: gli animali utili sono morti in breve tempo, formiche e scarafaggi si sono moltiplicati alla velocità della luce con un certo astio, il team di scienziati s’è spaccato in due fazioni contrapposte e una tizia s’è tagliata un dito.
Prese tutto in gestione, dunque, Steve Bennon (sì proprio quello) e il risultato fu che la seconda missione prevista per il 1994 venne abolita in soli 36 giorni. Fine.
Mi sembra chiaro che la vita ormai si possa dividere tra quella in un mondo inospitale e quella in un mondo in ospedale. Staremo a vedere.
TREMONTI RITORNA AL FUTURO
- Nel 2001 Giulio Tremonti sconfisse il vaiolo… mangiandolo. Da quell’anno in poi la sua voce non è stata più la stessa. La patria ringrazia.
Tutto questo parlare di virus porta alla mente di Tremonti un ricordo oscuro, una storia mai divulgata prima. Il Corriere ricostruisce in maniera impeccabile:
2001. Qualche settimana dopo l’attacco alle Torri Gemelle, si materializza una minaccia concreta di attacco terroristico all’Italia. «Un attacco con il virus del vaiolo diffuso attraverso le condutture dell’acqua».
Scatta un fenomenale protocollo di difesa.
Giulio Tremonti e Gianni Letta si dividono i compiti. Il primo riesce nell’impresa disperata di garantirsi – non senza fatica – due incredibili «partite» di vaccino contro il vaiolo, acquistate una in Svezia e l’altra in Svizzera. Il secondo esce da Palazzo Chigi e, nottetempo, si materializza in prima persona all’ospedale Spallanzani per organizzare la resistenza sanitaria nel caso qualcosa non vada per il verso giusto.
Il tutto senza cedere a isterismi, tenendo presente che una fuga di notizie è in grado di paralizzare il Paese. Nell’arco di qualche ora, la resistenza del governo italiano al probabile attacco è organizzata.
Due Hercules decollano dall’aeroporto di Ciampino per ritornare in patria con il carico di vaccini. Lo Spallanzani, intanto, è stato organizzato come se fosse un ospedale di guerra. I servizi di sicurezza avrebbero fatto il resto per «fermare» i terroristi. Ma quella partita di vaccini anti-vaiolo ancora nella disponibilità dello Stato italiano, oltre alla prontezza di riflessi di chi ancora oggi ricorda l’episodio, è considerata un segnale di efficienza italiana nella sfida a un nemico invisibile.
Anche se i protagonisti che oggi ricostruiscono quelle ore terribili si scambiano commenti partendo da una frase che sembra una frase di circostanza: «Sono passati diciannove anni da quella notte. Te la ricordi?».
Comunque poi non successe nulla.
I CARI AMICI DELL’ UNGHERIA
- L’Ungheria vista la situazione eccezionale dà pieni poteri al presidente Orbàn, il quale ringrazia: “Erano anni che sognavo di poter invadere l’Illiria”.
E’ il 30 del mese e Orbàn riceve i superpoteri eccezionali rinnovabili senza limite. Ovvero:
- Può chiudere per periodo a sua discrezione il Parlamento.
- Può accusare liberamente persone di diffondere fake news – cioè potenzialmente anche critiche alla gestione dell’allarme sanitario e al disastroso stato della sanità pubblica o ad altre decisioni del potere. Pene fino a 5 anni di prigione nelle sovraffollate carceri magiare.
C’è da stare sereni.
FINALE DEL MESE
- Gli amici di Salvini della Repubblica Ceca sequestrano le mascherine destinate all’Italia. Ineludibile la risposta di Mattarella: “Il fumo si alza dal Monte Fato, l’ora è tarda e Gandalf il Grigio cavalca verso Visegrad, in cerca del mio consiglio”.
Questa è per pochi.
Premimi, per sbirciare la notizia.
[…] ha senso se legato al DIARIO DI MARZO alla voce […]
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